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Ispirazione

AI e sostenibilità: quale impatto reale? Verso il Forum Innovazione & Sostenibilità 2026

14 settembre 2026 · Rosalba Fiore

Il 17 settembre sarò a Napoli, al Salone Margherita, per partecipare al Forum Innovazione & Sostenibilità 2026, l'appuntamento della Blue Green Week dedicato al rapporto tra innovazione, imprese, territori e sviluppo responsabile.

Parteciperò al tavolo tematico Augmented Voice dedicato a una domanda che considero sempre più importante: “AI e sostenibilità: costo energetico, efficienza e impatto reale”.

Non è una questione riservata alle grandi aziende tecnologiche. Man mano che l’intelligenza artificiale entra nel lavoro, nella formazione e nelle attività quotidiane, diventa necessario chiedersi non soltanto che cosa sia capace di fare, ma quanto valore produca rispetto alle risorse che utilizza.

È su questo equilibrio che vorrei portare il punto di vista maturato in quasi vent’anni di formazione digitale.

L’intelligenza artificiale ha anche un costo fisico

Quando utilizziamo un servizio di intelligenza artificiale vediamo soprattutto il risultato: una risposta, un’analisi, una traduzione, un’immagine, un processo automatizzato.

Dietro quella semplicità esistono però infrastrutture molto concrete: data center, server, sistemi di raffreddamento, reti e naturalmente energia elettrica.

Secondo l’International Energy Agency, la domanda globale di elettricità dei data center potrebbe arrivare a circa 950 TWh nel 2030, quasi il doppio rispetto al 2025. L’AI rappresenta uno dei principali fattori di questa crescita. Allo stesso tempo, la stessa IEA sottolinea che l’intelligenza artificiale può contribuire a rendere più efficienti sistemi energetici, processi e utilizzo delle risorse.

È proprio questa apparente contraddizione a rendere interessante il tema.

Dire semplicemente che “l’AI consuma energia” non basta. Ma non basta neppure sostenere che ogni applicazione dell’AI produca automaticamente efficienza.

La domanda più utile è un’altra:

il beneficio generato giustifica le risorse impiegate?

Efficienza non significa usare l’AI ovunque

L’intelligenza artificiale può ridurre attività ripetitive, organizzare grandi quantità di informazioni, aiutare a individuare errori, analizzare dati e supportare decisioni.

Sono vantaggi concreti.

Ma l’efficienza non si misura dal numero di processi in cui riusciamo a inserire un algoritmo.

Se utilizziamo un sistema complesso per risolvere un problema semplice, generiamo nuova elaborazione senza necessariamente produrre un valore proporzionato. Se moltiplichiamo documenti, immagini, analisi e contenuti soltanto perché oggi possiamo produrli più velocemente, rischiamo di trasferire l’inefficienza da una fase all’altra.

Per questo considero importante distinguere tra adozione dell’AI e uso utile dell’AI.

Nel nostro lavoro sulla intelligenza artificiale nella formazione, questa distinzione è particolarmente evidente.

Produrre più contenuti formativi non significa automaticamente insegnare meglio.

Che cosa significa sostenibilità nella formazione digitale

Nella formazione il tema della sostenibilità diventa ancora più ampio.

Certo, esiste l’impatto energetico delle infrastrutture digitali. Ma per chi progetta percorsi di apprendimento esistono anche altre risorse limitate: tempo, attenzione e capacità cognitiva delle persone.

Un lavoratore adulto che studia dopo una giornata di lavoro non dispone di tempo infinito.

Un percorso formativo sostenibile dovrebbe quindi chiedere soltanto ciò che è realmente utile, ridurre attività ridondanti, permettere di recuperare ciò che già si conosce e concentrare lo sforzo sugli apprendimenti che producono valore.

È uno dei motivi per cui considero interessante l’AI applicata alla formazione.

Un sistema ben progettato può aiutare a personalizzare un percorso, offrire una spiegazione ulteriore quando serve, adattare esercizi, facilitare il recupero delle informazioni o sostenere lo studente nell’organizzazione dello studio.

Ma c'è un limite importante: l’efficienza dello strumento non può sostituire il processo di apprendimento.

Se l’AI esegue sistematicamente al posto della persona il lavoro cognitivo necessario per capire, verificare e applicare, abbiamo forse reso più rapido il compito, ma non necessariamente più efficace la formazione.

È un tema che si collega direttamente alla riflessione che stiamo sviluppando anche sull’apprendimento adulto, lifelong learning e intelligenza artificiale: la tecnologia acquista valore quando aumenta autonomia e possibilità di scelta, non quando crea una nuova dipendenza.

Sostenibilità significa anche scegliere dove la tecnologia serve davvero

Negli ultimi anni la discussione sull’AI si è concentrata spesso su ciò che questa tecnologia può fare.

Credo che la fase successiva richieda una domanda più selettiva:

dove ha davvero senso utilizzarla?

Per un’impresa significa valutare quali processi possono beneficiare realmente dell’automazione.

Per chi progetta formazione significa capire quando l’AI può migliorare accessibilità, personalizzazione e supporto.

Per chi utilizza questi strumenti ogni giorno significa sviluppare la capacità di scegliere quando affidarsi alla tecnologia e quando un’attività richiede invece esperienza, relazione, giudizio o semplicemente un metodo più semplice.

Anche la Commissione europea sta affrontando il rapporto fra crescita dei data center, AI e sistema energetico, lavorando nel 2026 su iniziative dedicate all'integrazione sostenibile delle infrastrutture digitali e all'uso dell'intelligenza artificiale nelle reti energetiche.

La sostenibilità digitale, quindi, non è un tema marginale destinato a scomparire con l’aumento della capacità computazionale. Diventerà probabilmente uno dei criteri con cui valutare la qualità delle scelte tecnologiche.

Le competenze diventano parte della sostenibilità dell’AI

C’è infine un elemento che rischia di ricevere meno attenzione rispetto a server e consumi energetici: le persone devono sapere usare gli strumenti.

Un’azienda può introdurre tecnologie molto avanzate e ottenere poca efficienza se chi le utilizza non sa valutarne output, limiti e ambiti di applicazione.

Lo stesso accade nella formazione.

Conoscere un software non è sufficiente. Servono capacità di verifica, pensiero critico, comprensione del contesto, gestione dei dati e responsabilità nelle decisioni.

Da questo punto di vista, formazione e sostenibilità tecnologica sono strettamente collegate.

Più l’AI diventa accessibile, più diventa importante sviluppare le competenze necessarie per decidere quando usarla, come usarla e quando non usarla.

È una linea che accompagna anche l’evoluzione di FioreRosalba.com dal 2006: la tecnologia cambia, ma continua ad avere senso soltanto quando migliora concretamente il modo in cui le persone apprendono, lavorano e prendono decisioni.

Il confronto del 17 settembre a Napoli

Il tavolo Augmented Voice – AI e sostenibilità: costo energetico, efficienza e impatto reale si terrà giovedì 17 settembre 2026, dalle 11:15 alle 12:15, nell’ambito del Forum Innovazione & Sostenibilità al Salone Margherita di Napoli.

Il confronto sarà condotto da Adriano Solidoro, Associate Professor of Organization & Management dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, e riunirà professionisti e rappresentanti di realtà che sviluppano, utilizzano e governano tecnologie e processi legati all’innovazione. Il programma ufficiale pone al centro proprio la ricerca delle condizioni nelle quali l’AI possa produrre un beneficio ambientale e organizzativo superiore al proprio costo energetico.

La partecipazione al Forum è gratuita previa iscrizione secondo le modalità indicate dagli organizzatori. Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale del Forum Innovazione & Sostenibilità 2026.

Su FioreRosalba.com abbiamo raccolto inoltre nella pagina Stampa, eventi e conferenze gli appuntamenti nei quali portiamo il nostro contributo sui temi della formazione, delle competenze, dell’AI e dell’innovazione digitale.

La domanda che vorrei portare al Forum

La tecnologia più sostenibile non è necessariamente quella che utilizziamo meno.

È quella della quale sappiamo valutare costo, utilità e conseguenze, scegliendo lo strumento proporzionato all’obiettivo.

Per questo, parlando di intelligenza artificiale, penso che dovremmo progressivamente spostare il confronto da:

“Possiamo farlo con l’AI?”

a:

“Ha davvero senso farlo con l’AI, e quale valore produce?”

È una domanda tecnologica, economica e ambientale. Ma è anche una domanda educativa.

Perché utilizzare l’intelligenza artificiale in modo più responsabile richiede, prima di tutto, persone capaci di comprenderla e di scegliere.

Rosalba Fiore nell’ufficio di FioreRosalba.com

L'autrice

Rosalba Fiore

Imprenditrice EdTech e fondatrice di FioreRosalba.com.

Dal 2006 aiuta persone e aziende a crescere con corsi online certificati, flessibili e subito disponibili.

Doppia laurea in Matematica e in Ingegneria Industriale Indirizzo Gestionale, con formazione alla Harvard Business School Online. CTU del Tribunale e Perito ed Esperto per la formazione del personale della Camera di Commercio.

«Credo che la formazione possa davvero cambiare le carriere, quando unisce innovazione e metodo.»

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