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Università

Cosa chiedere all'orientamento universitario: quattro incontri a OrientaPuglia 2026 che mi hanno fatto riflettere

3 novembre 2026 · Rosalba Fiore

Illustrazione in stile sketchnote sull’orientamento universitario a OrientaPuglia 2026 a Foggia con Rosalba Fiore e studenti in fiera

Ci sono domande che continuano a tornarmi in mente anche dopo che una giornata di lavoro è finita.

È quello che mi è successo tornando da Foggia, dove il 27 e 28 ottobre ho partecipato con Tiziana a OrientaPuglia 2026, la manifestazione dedicata all'orientamento scolastico, universitario e professionale organizzata dall'Associazione ASTER.

Tra i tanti incontri, quattro mi hanno fatto riflettere in modo particolare.

Un gruppo di ragazzi del liceo classico che si interrogava sul proprio posto in un mondo sempre più dominato dall'intelligenza artificiale. Una studentessa dell'alberghiero che voleva capire se potesse scegliere Scienze biologiche. Un insegnante di matematica che desiderava conseguire una seconda laurea in Scienze motorie, non per cambiare lavoro, ma per recuperare una passione giovanile. E un ragazzo dell'istituto professionale che chiedeva se potesse iscriversi a Ingegneria.

Domande molto diverse, accomunate da qualcosa che considero essenziale nell'orientamento universitario: il bisogno di capire quali possibilità siano davvero aperte, prima ancora di decidere quale strada prendere.

Prima di scegliere un'università è utile verificare i requisiti di accesso, le conoscenze richieste, il piano di studi, le modalità di frequenza e le opportunità successive. L'orientamento serve a chiarire questi aspetti, anche quando si desidera cambiare indirizzo rispetto al diploma o tornare a studiare da adulti.

OrientaPuglia 2026 a Foggia: chi abbiamo incontrato e perché eravamo lì

Dal 27 al 29 ottobre, il Quartiere Fieristico di Foggia ha ospitato l'undicesima edizione di OrientaPuglia – ASTERPuglia, un appuntamento dedicato agli studenti delle scuole superiori e alle opportunità formative e professionali dopo il diploma.

Io e Tiziana, referente per l'orientamento universitario di FioreRosalba.com, siamo state presenti il 27 e 28 ottobre presso lo stand del nostro partner CFU Unitelematiche.

Partecipare a queste manifestazioni significa offrire informazioni sui percorsi universitari, sulle modalità di studio, sui requisiti di accesso e sulle possibilità di conciliare formazione, lavoro e interessi personali.

Ma significa anche ascoltare.

Dopo vent'anni nel mondo della formazione, continuo a trovare questi incontri preziosi proprio perché le persone raramente arrivano con una domanda soltanto tecnica. Chiedono informazioni su una laurea, ma spesso stanno cercando di capire se quella scelta sia compatibile con ciò che sono, con quello che hanno studiato e con la vita che immaginano.

A Foggia, questa dimensione è emersa con particolare chiarezza.

Il liceo classico e la domanda sul futuro nell'era dell'intelligenza artificiale

Tra gli incontri che mi sono rimasti impressi c'è quello con alcuni ragazzi del liceo classico.

La loro preoccupazione riguardava il futuro delle competenze umanistiche in un mondo che cambia rapidamente e diventa sempre più "artificiale".

Quale spazio ci sarà per loro?

È una domanda che merita attenzione, anche perché nasce da una trasformazione reale. L'intelligenza artificiale sta modificando attività professionali, strumenti di lavoro e modalità di accesso alle informazioni. Sarebbe poco serio fingere che non abbia conseguenze.

Ma trovo altrettanto sbagliato concludere che, proprio perché le macchine elaborano quantità crescenti di informazioni, le competenze umanistiche siano destinate a perdere valore.

Studiare storia, filosofia, letteratura e lingue significa anche imparare a interpretare testi, riconoscere contesti, costruire argomentazioni, confrontare idee e interrogarsi sulle conseguenze delle decisioni.

Queste capacità non diventano automaticamente inutili perché esiste un sistema capace di produrre risposte in pochi secondi.

Semmai, credo che la domanda da porci sia come integrarle con le competenze digitali e con una comprensione critica delle nuove tecnologie.

Studenti impegnati a consultare materiale informativo durante un incontro di orientamento universitario a Foggia.

Non possiamo promettere ai ragazzi che una determinata preparazione garantirà loro un posto nel mercato del lavoro. Possiamo però aiutarli a individuare percorsi universitari nei quali i loro interessi trovino applicazioni concrete, anche in ambiti interdisciplinari.

Quello che non vorrei è che uno studente rinunciasse a un interesse autentico soltanto perché qualcuno gli ha detto che, nell'epoca dell'intelligenza artificiale, esistono studi che non servono più.

La tecnologia cambia gli strumenti a nostra disposizione. Non dovrebbe diventare l'unico criterio con cui decidiamo che cosa merita di essere studiato.

Dall'istituto alberghiero a Scienze biologiche: si può cambiare direzione dopo il diploma?

Un'altra conversazione riguardava una ragazza dell'istituto alberghiero.

Voleva sapere se, dopo aver seguito un indirizzo di studi professionale, potesse iscriversi a un corso universitario in Scienze biologiche.

È una domanda molto concreta, ma racconta anche un dubbio frequente: quanto ci vincola la scelta della scuola superiore?

La risposta è che, in linea generale, un diploma quinquennale di scuola secondaria superiore permette di accedere ai corsi di laurea triennale anche in un ambito diverso da quello studiato a scuola.

Questo non significa che l'immatricolazione sia sempre automatica. Bisogna verificare le modalità di ammissione previste dal corso, le eventuali prove d'accesso e le conoscenze iniziali richieste. In alcuni casi possono essere previsti obblighi formativi aggiuntivi.

Per Scienze biologiche, inoltre, è importante valutare quanto lo studente sia preparato nelle discipline scientifiche che incontrerà all'università.

Ma una preparazione iniziale da integrare non deve essere confusa con un divieto di cambiare percorso.

Quello che mi interessa, in casi come questo, è non trasformare una scelta fatta a quattordici anni in una definizione permanente della persona.

Durante l'adolescenza cambiano gli interessi, maturano nuove capacità e si scoprono discipline che prima non si conoscevano abbastanza.

Una ragazza che ha frequentato un istituto alberghiero può accorgersi di essere interessata alla biologia. Non dobbiamo considerarlo necessariamente un ripensamento sbagliato.

Dobbiamo aiutarla a capire che cosa comporterebbe concretamente quella scelta: quali materie studierà, quali conoscenze dovrà consolidare, come funzionano le ammissioni e quali possibilità potrà approfondire successivamente.

L'orientamento serve anche a questo: distinguere un ostacolo reale da un limite che abbiamo finito per darci da soli.

L'insegnante di matematica che vuole studiare Scienze motorie per passione

Questo è forse l'incontro che mi ha colpito di più.

Un insegnante di matematica in un istituto professionale ci ha chiesto informazioni sulla possibilità di conseguire una seconda laurea in Scienze motorie.

Non per trovare un nuovo lavoro. Non perché la sua professione non gli piacesse più. Non per ottenere un avanzamento di carriera.

Era una passione che aveva da ragazzo e alla quale desiderava finalmente dedicare spazio.

Mi ha fatto pensare a quanto spesso, quando parliamo di formazione degli adulti, sentiamo il bisogno di giustificarla attraverso un risultato professionale.

Studiamo per cambiare lavoro, aumentare le competenze, ottenere una qualifica, migliorare il curriculum.

Sono motivazioni importanti. Ma non sono le uniche.

Possiamo studiare anche perché una disciplina ci interessa. Per il desiderio di comprendere qualcosa che non abbiamo mai avuto il tempo di approfondire. Per riprendere un progetto lasciato in sospeso.

Chi possiede già una laurea può valutare l'iscrizione a un nuovo corso di laurea, verificandone requisiti di ammissione, eventuali obblighi di frequenza e modalità organizzative. L'ateneo potrà inoltre valutare, secondo le proprie procedure, l'eventuale riconoscimento di crediti già acquisiti.

Nel caso di un insegnante che lavora, sarà importante capire anche come organizzare lo studio rispetto agli impegni professionali.

Ma il punto che mi porto a casa da quell'incontro non è amministrativo.

È l'idea che non dobbiamo per forza trasformare ogni interesse personale in un progetto economicamente produttivo per considerarlo degno di attenzione.

Ho affrontato qualcosa di simile nel mio articolo sull'apprendimento adulto e sulle nuove possibilità di formazione, partendo da una riflessione pubblicata su EPALE.

Un adulto non ricomincia mai davvero da zero quando torna a studiare. Porta con sé esperienza, conoscenze, responsabilità e una storia personale.

E qualche volta torna sui libri semplicemente perché c'è qualcosa che desidera ancora imparare.

Non trovo affatto secondaria questa motivazione.

Il ragazzo dell'istituto professionale che vuole iscriversi a Ingegneria

Un altro studente, proveniente da un istituto professionale, voleva sapere se potesse iscriversi a Ingegneria.

Anche in questo caso, la questione era capire se il percorso scolastico precedente rappresentasse un limite insuperabile.

Con un diploma quinquennale di scuola secondaria superiore si può accedere, in linea generale, anche a una laurea in Ingegneria, rispettando le condizioni di ammissione previste dall'università.

Non è invece sufficiente una sola qualifica professionale triennale che non costituisca un diploma di scuola secondaria superiore valido per l'accesso universitario.

Per i corsi di Ingegneria possono essere richieste verifiche delle conoscenze iniziali, prove come quelle predisposte attraverso il sistema CISIA o selezioni specifiche, a seconda dell'ateneo e del corso.

Soprattutto, è necessario considerare la preparazione in matematica e nelle altre discipline scientifiche.

Non sarebbe corretto dire a quel ragazzo che il suo percorso sarà necessariamente semplice. Un cambio di indirizzo può richiedere studio aggiuntivo, tempo e impegno.

Ma sarebbe altrettanto sbagliato fargli credere che Ingegneria sia una possibilità riservata esclusivamente a chi proviene dal liceo scientifico.

Credo che l'orientamento debba essere capace di tenere insieme due cose: riconoscere le aspirazioni e spiegare con precisione le condizioni necessarie per realizzarle.

Non basta dire a uno studente che può fare tutto ciò che desidera.

È più utile mostrargli quali passaggi deve affrontare per capire se una possibilità sia concretamente percorribile.

Per confrontare le diverse aree di studio può essere utile partire dalla nostra guida alla scelta della laurea triennale, ricordando che i requisiti definitivi devono sempre essere verificati presso l'ateneo interessato.

Cosa chiedere all'orientamento universitario prima di scegliere

Ripensando a questi quattro incontri, mi rendo conto che nessuna delle persone con cui abbiamo parlato cercava semplicemente il nome di un corso di laurea.

I ragazzi del classico volevano capire come valorizzare ciò che stavano studiando in un mondo tecnologicamente diverso.

La studentessa dell'alberghiero voleva sapere se poteva cambiare direzione.

L'insegnante desiderava riprendere una passione.

Il ragazzo dell'istituto professionale cercava di capire se Ingegneria fosse una possibilità reale.

Sono domande che richiedono risposte differenti. Proprio per questo, prima di scegliere un'università, suggerisco di approfondire alcuni aspetti fondamentali:

  1. Il mio diploma mi permette di accedere al percorso che desidero? Verifica i requisiti ufficiali, senza dare per scontato che l'indirizzo della scuola superiore determini tutte le possibilità successive.
  2. Quali conoscenze mi serviranno per affrontare gli studi? Leggi il piano didattico, considera le prove di ingresso e individua eventuali lacune da colmare.
  3. Che cosa mi interessa davvero del corso di laurea? Il nome del percorso può essere interessante, ma sono gli insegnamenti a mostrarti che cosa studierai.
  4. Sto scegliendo per una professione, per ampliare le competenze o per interesse personale? Sono motivazioni differenti e tutte meritano di essere comprese.
  5. Il percorso è compatibile con la mia situazione? Informati su frequenza, attività pratiche, laboratori, esami, tempi e costi complessivi.
  6. Chi può confermare le informazioni ricevute? Verifica sempre regolamenti, bandi e condizioni pubblicate dall'università.

Il requisito generale del diploma e le condizioni di accesso sono spiegati anche dal Ministero dell'Università e della Ricerca.

Un incontro di orientamento non dovrebbe chiudere tutte le domande in pochi minuti. Dovrebbe aiutare a riconoscere quelle sulle quali vale la pena fermarsi.

Che cosa mi porto a casa da OrientaPuglia 2026

Mi porto a casa soprattutto la consapevolezza che, quando parliamo di orientamento, spesso tendiamo a immaginare un percorso lineare.

Si sceglie una scuola, poi un'università, poi una professione.

Ma le persone non seguono sempre questa sequenza.

Un ragazzo può scoprire una passione scientifica dopo aver frequentato un istituto professionale. Una studentessa può desiderare una disciplina molto diversa da quella scelta alle superiori. Un adulto può aver già costruito la propria vita professionale e sentire comunque il bisogno di tornare all'università.

E i giovani che oggi studiano materie umanistiche possono avere dubbi del tutto nuovi sul valore delle loro competenze in un futuro che nessuno conosce con certezza.

Credo che l'orientamento debba partire proprio da questa complessità.

Non possiamo scegliere al posto degli studenti. Non possiamo sapere con certezza come cambierà il lavoro nei prossimi dieci anni. E non possiamo promettere che una laurea risolverà ogni difficoltà.

Possiamo però offrire informazioni corrette, spiegare i requisiti, aiutare a confrontare percorsi e riconoscere possibilità che una persona non aveva ancora preso in considerazione.

È questo il senso che cerco di dare al nostro lavoro di orientamento in FioreRosalba.com.

Dopo Foggia, il percorso di incontri proseguirà a Napoli e Catania. Le date sono riportate nel nostro calendario delle fiere di orientamento universitario 2026.

Non so quali decisioni prenderanno le persone che abbiamo incontrato. E non sarebbe corretto raccontare il contrario.

So però che quelle domande mi hanno ricordato una cosa importante: la formazione non serve soltanto a prepararci per un futuro già definito. Può anche aiutarci a immaginare possibilità che non avevamo previsto.

E qualche volta, prima ancora di scegliere un percorso, abbiamo bisogno di sapere che possiamo prenderlo in considerazione.

Hai una domanda sul tuo futuro universitario?

Se ti stai chiedendo se il tuo diploma permette di accedere a una determinata laurea, se vuoi cambiare ambito di studi oppure stai pensando di tornare all'università dopo anni, puoi partire da un confronto.

Il servizio gratuito di orientamento universitario di FioreRosalba.com ti aiuta a comprendere le alternative disponibili, verificare quali requisiti approfondire e valutare le caratteristiche dei percorsi, senza obbligo di iscrizione.

Non devi arrivare con una scelta già fatta.

A volte la prima cosa utile da fare è semplicemente raccontare che cosa vorresti studiare e perché.

Rosalba Fiore

Fondatrice di FioreRosalba.com

Rosalba Fiore nell’ufficio di FioreRosalba.com

L'autrice

Rosalba Fiore

Imprenditrice EdTech e fondatrice di FioreRosalba.com.

Dal 2006 aiuta persone e aziende a crescere con corsi online certificati, flessibili e subito disponibili.

Doppia laurea in Matematica e in Ingegneria Industriale Indirizzo Gestionale, con formazione alla Harvard Business School Online. CTU del Tribunale e Perito ed Esperto per la formazione del personale della Camera di Commercio.

«Credo che la formazione possa davvero cambiare le carriere, quando unisce innovazione e metodo.»

LinkedIn — Profilo LinkedIn di Rosalba Fiore

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